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L'Italia deve aumentare i fondi per le politiche attive e rafforzare la cooperazione e l’integrazione dei servizi per impiego per aiutare chi cerca lavoro

 

15/05/2019 - L'Italia dovrebbe incrementare i fondi dedicati alle politiche attive del lavoro e rafforzare la cooperazione tra autorità nazionali e regionali per fornire un accompagnamento più adeguato alle persone che cercano lavoro e ridurre l'alto tasso di disoccupazione, secondo un nuovo studio OCSE.

Il rapporto Rafforzare le politiche attive del mercato del lavoro in Italia mostra come l’Italia si trovi di fronte a sfide più importanti che la maggior parte degli altri paesi OCSE. Il tasso di occupazione e la produttività del lavoro sono bassi, la disoccupazione giovanile è ancora intorno al 30% e il divario occupazionale tra uomini e donne così come la disoccupazione di lunga durata diminuiscono solo lentamente. Inoltre, le disparità regionali sono alte e persistenti rispetto alla maggior parte degli altri paesi dell'OCSE.

La spesa per politiche attive del mercato del lavoro (0,51% del PIL) è vicina alla media OCSE, ma ben al di sotto della media dei paesi dell’Unione europea e di paesi con tassi di disoccupazione simili. Inoltre, le risorse per le politiche attive del mercato del lavoro si concentrano su incentivi all'occupazione e non su programmi più efficaci come l’orientamento e la formazione dei gruppi di disoccupati più svantaggiati. Solo il 2% del budget è speso in servizi che si sono dimostrati più efficienti in termini di costi a livello internazionale, come l’intermediazione di lavoro (job mediation), l'inserimento lavorativo (job placement) e i servizi correlati.

Al momento, i servizi pubblici per l'impiego svolgono un ruolo modesto. Solo la metà circa dei disoccupati in Italia è registrata presso un centro per l'impiego e solo la metà di essi utilizza questi servizi per cercare lavoro. Inoltre, l'accesso e la qualità dei servizi per l'impiego varia notevolmente tra le regioni del paese.

“Per migliorare le prestazioni dei servizi per l'impiego, sono necessarie maggiori risorse, un potenziamento del personale degli uffici locali, delle loro competenze e un ammodernamento dell'infrastruttura informatica”, sostiene Stefano Scarpetta, direttore del direttorato per l’Occupazione e gli Affari Sociali dell’OCSE. La riforma in corso avviata dal Jobs Act e i recenti fondi aggiuntivi hanno il potenziale di migliorare le prestazioni dei servizi per l'impiego in Italia.

Tuttavia, perché si vedano miglioramenti sostanziali per il mercato del lavoro, il sistema dovrebbe beneficiare di maggior cooperazione e coordinamento tra i vari livelli amministrativi. Nel quadro di governance decentralizzata previsto dalle norme in vigore, le autorità nazionali e regionali dovrebbero concordare un patto di responsabilità per misurare le prestazioni dei centri per l’impiego in base a una serie di indicatori e valutare il raggiungimento di obiettivi definiti per regione. I fondi nazionali per i centri locali dovrebbero essere legati non solo al numero di persone da servire, ma anche in base al miglioramento degli indicatori di performance, così da inserire incentivi per migliorare la qualità e l’efficacia dei servizi forniti.

La recente introduzione del Reddito di cittadinanza aggiunge ulteriori responsabilità ai centri per l’impiego in quanto i nuovi beneficiari dovrebbero ricevere adeguate misure di supporto e accompagnamento nella ricerca di un nuovo lavoro. Il miglioramento del funzionamento e delle prestazioni del sistema dei servizi per l'impiego è dunque oggi più urgente che mai.


Rafforzare le politiche attive del mercato del lavoro
è disponibile solo in inglese sul sito Internet dell’OCSE all’indirizzo: http://www.oecd.org/employment/strengthening-active-labour-market-policies-in-italy-160a3c28-en.htm

Per ulteriori informazioni, i giornalisti possono contattare il Media Office dell'OCSE (+33 1 45 24 97 00).


L’OCSE è un forum strategico internazionale che promuove politiche destinate a migliorare il benessere economico e sociale dei cittadini nel mondo, collaborando con oltre 100 Paesi. 

 

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